Qualità e certificazioni

Risultati test

Negli ultimi anni la letteratura scientifica, stimolata dalla ricerca e sviluppo di Global Engineering, si è soffermata ad analizzare l'effettiva validità della fotocatalisi confermando le qualità delle superfici fotocatalizzate e riuscendo a calcolare la capacità effettiva di riduzione dell'inquinamento in aree urbane, attraverso la simulazione matematica.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in una relazione tecnica dal titolo "Malte cementizie fotocatalizzate per la riduzione dell'inquinamento atmosferico" fornisce una stima delle quantità di sostanze inquinanti che una superficie fotocatalitica è in grado di trasformare, partendo dalla quantità depositata fino alla riduzione per effetto della reazione stessa.
"... una superficie attiva di un metro quadrato potrebbe riuscire a depurare al 90% un metro cubo di aria in 45 secondi. Oppure, 1 Km² di superficie attiva potrebbe muovere dall'atmosfera ben 32 tonnellate di inquinante per anno.
Si tratta di una potenza depurativa molto significativa sotteso che nel corso di un'ora tale depurazione può essere estesa a 3600/45 = 80 m³, ossia un metro quadrato di superficie attiva rimuove il 90% dell'inquinamento contenuto in 80 m³ di aria in appena 1 ora...".

Analoghe conclusioni sono riportate dall'Università di Urbino che afferma:
 "... l'impiego di malte cementizie fotocatalitiche, ossia malte contenenti composti chimici in grado di reagire molto facilmente con alcuni inquinanti causandone la rimozione per assorbimento diretto è una applicazione di grande attualità. In questi materiali l'esposizione a radiazioni UltraVioletta (UV a lunghezza d'onda 400 nm) provoca la formazione di particelle che catalizzano gli inquinanti tramite reazioni di ossidazione e di riduzione. Tali reazioni trasformano gli inquinanti generando una nuova specie chimica a ridotto impatto ambientale..." .

Il migliore risultato è stato ottenuto per un’idropittura fotocatalitica che è stata in grado di abbattere il monossido di azoto (NO) di circa il 90% dopo un'ora ed in maniera totale dopo circa due ore.

Tali conclusioni sono confermate anche da altri studi effettuati dall'Università di Ferrara, dal Centro Nazionale delle ricerche di Ispra, dall'Istituto per Tecnologia delle Costruzioni (ITC), i cui risultati sono ampiamente descritti in una serie di relazioni tecniche disponibili per la consultazione.

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